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Lingua slava ecclesiastica antica
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Lo mwbgslavo ecclesiastico antico, chiamato anche mwbwpaleoslavo, mwcaveteroslavo, mwcqstaroslavo o mwcgantico bulgarocite-ref-1[1] (nome nativo ⱄⰾⱁⰲⱑⱀⱐⱄⰽⱏ ⱗⰸⱏⰺⰽⱏ, словѣ́ньскъ ѩꙁꙑ́къ, mwdwslověnĭskŭ jazýkŭ), è una mwealingua slava meridionale mweqletteraria, sviluppata nel mwegIX secolo da due missionari mwewbizantini, mwfaCirillo e Metodio.

Non va confuso con il mwfgmwfwprotoslavo, ricostruzione teorica della precedente lingua comune di tutti gli mwgaSlavi, non scritta e di conseguenza senza una letteratura.

Va distinto inoltre dalla mwggmwgwlingua slava ecclesiastica più recente, versione in parte avvicinata alle lingue slave moderne.

Contents

Storia
Autori
Esempi
Note

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Storia

Cirillo e Metodio usarono la lingua per tradurre la mwhwBibbia e altri testi dalla mwialingua greca e per i propri scritti. Lo slavo ecclesiastico antico ha giocato un ruolo basilare nella storia delle lingue slave, evolvendosi poi nella più moderna mwiqlingua slava ecclesiastica, che viene usata ancora oggi come lingua di liturgia da alcune mwigchiese ortodosse e mwiwgreco-cattoliche nell'mwjaEuropa orientale.

La lingua venne standardizzata per la missione dei due "apostoli degli slavi", i fratelli mwjgCirillo e Metodio, nella mwjwGrande Moravia nell'mwka863 (si veda mwkqalfabeto glagolitico per maggiori dettagli). I due fratelli codificarono l'antico slavo ecclesiastico dal dialetto slavo meridionale parlato nelle vicinanze della loro città, Solun (mwkgSalonicco), nell'mwkwImpero bizantino.

Come parte della preparazione alla missione, i due crearono l'mwlwalfabeto glagolitico nell'mwma862/mwmq863, e tradussero le più importanti preghiere e libri liturgici, incluso l'Apraktos Evangeliar (un evangeliario contenente i giorni festivi e letture domenicali), il mwmgSalterio, e gli mwmwAtti degli Apostoli (i vangeli vennero tradotti in precedenza ma non è chiaro se sia stata opera dei due missionari). La lingua e l'alfabeto vennero insegnati all'Accademia della Grande Moravia (Veľkomoravské učilište) e usati per i documenti governativi e religiosi e per i libri tra l'mwna863 e l'mwnq885. I testi scritti durante questa fase contengono caratteristiche dei dialetti slavi moravi.

Studenti dei due apostoli, che vennero espulsi dalla mwnwGrande Moravia nell'mwoa886, portarono l'alfabeto glagolitico e l'antico slavo ecclesiastico nell'Impero bulgaro. Venne insegnato in due accademie, a mwoqPreslav (capitale dall'mwog893 al mwow972) e ad mwpaOcrida (capitale dal mwpq976 al mwpg1015) nell'Impero Bulgaro. L'mwpwalfabeto cirillico venne sviluppato poco dopo nell'accademia di Preslav e rimpiazzò quello glagolitico. I testi scritti durante questa fase contengono caratteristiche dei dialetti bulgari. Ci sono inoltre alcune differenze linguistiche tra i testi scritti nelle due accademie.

In seguito l'antico Bulgaro si diffuse negli altri territori slavi, meridionali e orientali, soprattutto in mwqqCroazia, mwqgBoemia, mwqwPolonia orientale e nei principati mwrarussi. I testi scritti in ogni paese contengono caratteristiche proprie dei dialetti slavi locali.

Più tardi, redazioni locali dell'antico slavo ecclesiastico vennero create per usi ecclesiastici ed amministrativi, e sono conosciute collettivamente come mwrgslavo ecclesiastico in mwrwmacedone: црковнословенски јазик, mwsacrkovnoslovenski jazik; in mwsqbulgaro: църковнославянски език, mwsgcărkovnoslavjanski ezik; in mwswrusso: церковнославя́нский язы́к, mwtacerkovnoslavjánskij jazýk), ma questi termini vengono spesso confusi. Lo slavo ecclesiastico mantenne uno status di prestigio particolarmente in mwtqRussia, per molti secoli; tra le popolazioni slave orientali aveva uno status analogo a quello del mwtglatino nell'mwtwEuropa occidentale, ma aveva il vantaggio di essere sostanzialmente poco divergente dalle lingue vernacolari di ogni parrocchia. Alcune chiese ortodosse, come la mwuaChiesa ortodossa russa, la mwuqChiesa ortodossa bulgara e la mwugChiesa ortodossa serba, così come molte chiese di rito greco mwuwcattolico, usano ancora oggi lo slavo ecclesiastico nei loro servizi e canti.

Basi ed influenze locali

Lo slavo ecclesiastico antico è caratterizzato da una quantità di manoscritti relativamente ristretta, scritta per la maggior parte nel tardo mwvgX e nel primo mwvwXI secolo. La lingua ha una base slava meridionale con un'aggiunta di caratteri mwwaslavi occidentali acquisiti durante la missione dei mwwqSanti Cirillo e Metodio nella mwwgGrande Moravia (mwww863 - mwxa885). I soli manoscritti ben preservati delle recensioni morave, i mwxqFogli di Kiev sono caratterizzati dalla sostituzione di alcune caratteristiche fonetiche e lessicali slave meridionali con altre slave occidentali. I manoscritti del regno bulgaro medievale hanno, d'altra parte minori caratteristiche slave occidentali.

Lo slavo ecclesiastico antico è importante per i linguisti storici perché preserva caratteristiche arcaiche, che si crede fossero una volta comuni a tutte le lingue slave:

• suoni nasali delle vocali mwyqo ed mwyge
• uso delle vocali brevi mwzaь e mwzqъ per le protoindoeuropee mwzgi ed mwzwu brevi
• articolazione aperta della vocale mwagjat (Ѣ)
• [ň] e [ľ] per i protoslavi [nj], [nl]
• sistema di declinazione protoslavo basato sulle radici delle desinenze (ovvero radice in mwbqo, radice in mwbgjo, radice in mwbwa e radice in mwcaja)
• tempi aoristo e imperfetto, paradigmi protoslavi per i participi

La natura slava meridionale della lingua è evidente dalle seguenti variazioni:

• fonetiche:

• uso di [ra-], [la-] al posto dei proto-slavi [or̃-], [ol̃-]
• uso di [s] al posto del proto-slavo [ch] prima del proto-slavo [åi]
• uso di [cv-], [dzv-] al posto dei protoslavi [kv'-], [gv'-]

• morfosintattiche:

• uso del caso dativo possessivo con i pronomi personali e sostantivi: mwfaрѫка ти; mwfqотъпꙋштенье грѣхомъ; costruzione del tempo futuro descrittivo usando il verbo mwfgхотѣти; uso della forma comparativa "mwfwмьнии" ("più piccolo") per indicare "più giovane"
• uso dei pronomi dimostrativi suffisso (mwgqтъ, та, то). In mwggbulgaro e mwgwmacedone questi si sono sviluppati in articoli definiti suffisso

Alcune caratteristiche fonetiche dello slavo ecclesiastico antico sono tipiche solo del mwhqbulgaro:

• articolazione molto aperta della vocale mwiajat (Ѣ); originariamente molto ben preservata nei dialetti bulgari dei mwiqmonti Rodopi;
• riflessione protoslava di *tj ([t']) e *dj ([d']):

| Protoslavo | Slavo eccl. antico | Bulgaro | Ceco | Macedone | Polacco | Russo | Slovacco | Sloveno | Serbo-Croato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| *dj | жд žd / ʒd / | жд žd / ʒd / | z / z / | ѓ gj / gʲ / | dz / d͡z / | ж ž / ʒ / | dz / d͡z / | j / j / | ђ đ / dʑ / |
| *tj | щ št / ʃt / | шт št / ʃt / | ts / t͡s / | ќ kj / kʲ / | ts / t͡s / | ч č / t͡ʃ / | ts / t͡s / | č / t͡ʃ / | ћ ć / tɕ / |
| *gt/kt | щ št / ʃt / | шт št / ʃt / | ts / t͡s / | ќ kj / kʲ / | ts / t͡s / | ч č / t͡ʃ / | ts / t͡s / | č / t͡ʃ / | ћ ć / tɕ / |

Sistema di scrittura

Inizialmente lo slavo ecclesiastico antico veniva scritto con l'mw6qalfabeto glagolitico, ma venne più tardi rimpiazzato dall'mw6galfabeto cirillico arcaico, nato come estensione dell'alfabeto greco. Questo è visibile soprattutto dal mantenimento di molti caratteri greci senza equivalente fonema slavo, cioè mw6wф, ѡ, ѯ, ѱ, ѳ, ѵ/ѷ, il numerale mw7aҁ e l'uso di mw7qꙋ, ossia della legatura omicron-ipsilon, per indicare il suono /u/. Va ricordato che, nella scrittura in cirillico, oltre alle varie variazioni, vi sono anche le seguenti regole:

• Le lettere mw8aъ, ꙑ non possono esistere foneticamente dopo una post-alveolare (mw8qш, щ, ч, ж, ц, ѕ, жд/ꙉ) e quindi vengono sostituite da mw8gь, и;
• Le lettere iotizzate, mw9aꙗ, ѥ, ѩ, ѭ, vanno scritte senza iota dopo una post-alveolare. La lettera mw9qю rimane ammessa, ma è possibile sostituirla con mw9gꙋ comunque;
• La mw-aѣ iotizzata viene scritta mw-qꙗ.

Recensioni

Recensioni bulgare

Molti centri letterari operavano nell'Impero bulgaro, concentrati intorno alle due accademie principali a mw-qOhrid e mw-gPreslav. Ciò portò all'apparizione di molte recensioni bulgare nel periodo dal mw-wIX all'mwaqaXI secolo. Così:

• sia l'alfabeto glagolitico sia il cirillico vennero usati contemporaneamente
• in qualche documento le originali vocali corte [ъ] e [ь] si fusero e solo una delle lettere venne usata per rappresentare entrambe
• nelle recensioni bulgare occidentali [ъ] venne sostituita qualche volta con [o]
• nelle recensioni bulgare orientali le originali (mwaqyrь, lь) vennero qualche volta scambiate con le discendenti mwaqcьr, mwaqgьl o veniva usata una combinazione di entrambe
• le originali [ы] e [ъі] si fusero nell'unica [ы]
• a volte l'uso della lettera 's' (dz) viene unificato con quello della lettera 'з' (z)
• le forme verbali mwaqwnaricają, naricaješi vennero sostituite o alternate con mwaq0naričą, naričeši
• uso di parole con origini protobulgare (ovvero dalla famiglia delle mwaq8lingue altaiche) come mwaraкумиръ, капище, чрьтогъ, блъванъ, ecc.

Recensioni morave

Mentre nei mwarmFrammenti di Praga la sola influenza morava è la sostituzione di [št] con [c] e di [žd] con [z], la recensione evidenziata dai mwarqFogli di Kiev è caratterizzata dalle seguenti caratteristiche:

• la confusione tra le lettere mwarcgrande jus (Ѫ) e mwarguk (ѹ) accade una volta nei mwarkFogli di Kiev, quando la forma attesa mwaroвъсѹдъ viene scritta mwarsвъсѫдъ
• uso di [c] per il protoslavo *tj, uso di [dz] per il protoslavo *dj, uso di šč per il protoslavo *skj
• uso delle parole mьša, cirky, papežь, prěfacija, klepati, piskati ecc.
• si preserva l'uso del gruppo mwar8dl (e.g. modlitvami)
• uso della desinenza mwase-ъmь invece di mwasi-omь al caso strumentale maschile soggetto, uso del pronome čьso

Tarde recensioni (slavo ecclesiastico)

Gli usi tardi della lingua in un buon numero di stati slavi medievali comportò l'aggiustamento dello slavo ecclesiastico antico ai vernacoli locali, nonostante una buona parte delle caratteristiche slave meridionali, morave e bulgare venne conservata. Alcune delle recensioni più tarde della lingua (chiamata slavo ecclesiastico) sono mwasucroate, mwasyserbe e mwascrusse.

Recensioni croate

Le recensioni croate dello slavo ecclesiastico antico sono tra le più recenti conosciute al giorno d'oggi. Veniva usato solo l'alfabeto glagolitico. I suoni nasali [ą] e [ę] erano stati sostituiti con [o] e [u] e i protoslavi *tj e *dj si erano fusi insieme.

Recensioni russe

Le recensioni russe si svilupparono dopo il mwaswX secolo sulla base delle prime recensioni bulgare dalle quali differivano leggermente. Le caratteristiche principali sono:

• sostituzione del suono nasale [ą] con [u]
• fusione delle lettere [ě] e [ja]

Recensioni serbe

Le recensioni serbe vennero scritte con l'alfabeto glagolitico all'inizio, poi passarono all'alfabeto cirillico. Apparvero nel mwatiXII secolo sulla base delle recensioni bulgare orientali:

• le vocali nasali [ą] e [ę] vennero rimpiazzate da [u] e [e]
• uso dei segni diacritici dalle recensioni di Resava
• uso delle lettere [i], [y], [ě] per il suono /i/ nelle recensioni mwatgbosniache

Grammatica

Declinazione

L'antico slavo ecclesiastico presenta un sistema di declinazioni, che si articola nei seguenti casi:

• Nominativo: Equivalente al caso latino, viene utilizzato anche per il predicato nominale positivo, a differenza delle moderne lingue slave.
• Genitivo: Equivalente al caso latino, viene anche utilizzato per un predicato nominale negativo e come secondo termine di una comparazione.
• Dativo: Equivalente al caso latino, ma anche come mwauaadessivo con la preposizione mwaueкъ (vado mwauida Marco, mwaumИдѫ къ Маркꙋ).
• Accusativo: Equivalente al caso latino. Nella declinazione della O, per i nomi animati, a volte le forme del genitivo vengono usate per l'accusativo. La formazione accusativo con infinito tipica di latino e greco non è nativa allo slavonico ed esiste soltanto in traduzioni più letterali dal greco.
• Vocativo: Equivalente al caso latino. Spesso è preceduto dall'interiezione mwauyѽ, presa direttamente dal greco.
• Strumentale: Parzialmente equivalente all'ablativo latino. Nello Slavonico più recente, prende anche la funzione di predicato nominale positivo.
• Locativo: Equivalente al caso latino se senza preposizione, parzialmente all'ablativo con certe preposizioni.

Sono poi presenti tre diversi numeri: il singolare, il duale ed il plurale. Una pecularità della declinazione è che le tre consonanti velari, mwauoк, г, х sono soggette a palatalizzazione davanti a tutte le vocali frontali (mwausь, є, ѣ, и, ї, ...) diventando mwauwч, ж, ш. Tuttavia, nella declinazione dei sostantivi, se davanti a mwau0ѣ e al nominativo e vocativo plurale della declinazione della O, si palatalizzano invece in mwau4ц, ѕ, с. Si ricordi che, per motivi ortografici, le lettere iotizzate vengono scritte senza iota dopo le post-alveolari.

Declinazione della O

Corrispondente alla seconda declinazione latina, i nomi di questa declinazione sono maschili o neutri. Segue una tabella generica che indica prima la forma non-iotizzata e poi la forma iotizzata. Bisogna aggiungere che alcuni nomi presentano il suffisso mwave-анинъ/-ꙗнинъ al singolare e al duale, ma lo perdono al plurale. Tabella maschile:

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ъ, ь | а, ꙗ | и, и |
| Genitivo | а, ꙗ | ꙋ, ю | ъ, ь |
| Dativo | ꙋ, ю | ома, ѥма | омъ, ѥмъ |
| Accusativo | ъ, ь | а, ꙗ | ꙑ, ѩ |
| Vocativo | є, ю | а, ꙗ | и, и |
| Strumentale | омь, ѥмь | ома, ѥма | ꙑ, и |
| Locativo | ѣ, и | ꙋ, ю | ѣхъ, ихъ |

Tabella neutra:

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | о, ѥ | ѣ, и | а, ꙗ |
| Genitivo | а, ꙗ | ꙋ, ю | ъ, ь |
| Dativo | ꙋ, ю | ома, ѥма | омъ, ѥмъ |
| Accusativo | о, ѥ | ѣ, и | а, ꙗ |
| Vocativo | о, ѥ | ѣ, и | а, ꙗ |
| Strumentale | омь, ѥмь | ома, ѥма | ꙑ, и |
| Locativo | ѣ, и | ꙋ, ю | ѣхъ, ихъ |

Declinazione della A

Corrisponde alla prima declinazione latina. Segue tabella iotizzata e non-iotizzata. Sono compresi anche alcuni nomi femminili il cui nominativo termina in mwaec-ни, ma che per il resto seguono la declinazione iotizzata.

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | а, ꙗ | ѣ, и | ꙑ, ѩ |
| Genitivo | ꙑ, ѩ | ꙋ, ю | ъ, ь |
| Dativo | ѣ, и | ама, ꙗма | амъ, ꙗмъ |
| Accusativo | ѫ, ѭ | ѣ, и | ꙑ, ѩ |
| Vocativo | о, ѥ | ѣ, и | ꙑ, ѩ |
| Strumentale | оѭ, ѥѭ | ама, ꙗма | ами, ꙗми |
| Locativo | ѣ, и | ꙋ, ю | ахъ, ꙗхъ |

Declinazione della I

Corrispondente parzialmente alla terza declinazione latina, si declina secondo la tabella seguente. Il tema non è soggetto a palatalizzazione.

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ь | и | ьѥ |
| Genitivo | и | ью | ьи |
| Dativo | и | ьма | ьмъ |
| Accusativo | ь | и | и |
| Vocativo | и | и | и |
| Strumentale | ьмь (maschile) ьѭ (femminile) | ьма | ьми |
| Locativo | и | ью | ьхъ |

Declinazione della U

Corrispondente alla quarta declinazione latina, si divide in breve e lunga. Tabella breve:

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ъ | ꙋ | овє |
| Genitivo | ꙋ | овꙋ | овъ |
| Dativo | ови | ъма | ъмъ |
| Accusativo | ъ | ꙋ | ꙋ |
| Vocativo | ꙋ | ꙋ | овє |
| Strumentale | ъмь | ъма | ъми |
| Locativo | ꙋ | овꙋ | ъхъ |

Tabella lunga:

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ꙑ | ъви | ъви |
| Genitivo | ъвє | ъвꙋ | ъвъ |
| Dativo | ъви | ъвама | ъвамъ |
| Accusativo | ъвь | ъви | ъви |
| Vocativo | ꙋ | ъви | ъви |
| Strumentale | ъвью | ъвама | ъвами |
| Locativo | ъвє | ъвꙋ | ъвахъ |

Declinazione della N

Nella tabella viene prima indicata la desinenza maschile, poi quella neutra se diversa.

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ꙋ, ѧ | єни, єнѣ/єни | єнє, єна |
| Genitivo | єнє, єнѣ | єнꙋ | єнъ |
| Dativo | єни | єньма | єньмъ |
| Accusativo | єнь, ѧ | єни, єнѣ/єни | єни, єна |
| Vocativo | ꙋ, ѧ | єни, єнѣ/єни | єни, єна |
| Strumentale | єньмь | єньма | єньми |
| Locativo | єнє | єнꙋ, єнѣ, єни | єньхъ |

Declinazione della S

Composta interamente da nomi neutri.

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | о | єсѣ | єса |
| Genitivo | єсє | єсꙋ | єсъ |
| Dativo | єси | єсьма | єсьмъ |
| Accusativo | о | єсѣ | єса |
| Vocativo | о | єсѣ | єса |
| Strumentale | єсьмь | єсьма | єсꙋ |
| Locativo | єсє | єсꙋ | єсьхъ |

Declinazione della T

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ѧ | ѧтѣ | ѧта |
| Genitivo | ѧтє | ѧтꙋ | ѧтъ |
| Dativo | ѧти | ѧтьма | ѧтьмъ |
| Accusativo | ѧ | ѧтѣ | ѧта |
| Vocativo | ѧ | ѧтѣ | ѧта |
| Strumentale | ѧтьмь | ѧтьма | ѧтꙋ |
| Locativo | ѧтє | ѧтꙋ | ѧтьхъ |

Declinazione della R

| | Singolare | Duale | Plurale |
|---|---|---|---|
| Nominativo | и | єри | єри |
| Genitivo | єрє | єрꙋ | єръ |
| Dativo | єри | єрьма | єрьмъ |
| Accusativo | єрь | єри | єри |
| Vocativo | и | єри | єри |
| Strumentale | єрьѭ | єрьма | єрьми |
| Locativo | єри | єрꙋ | єрьхъ |

Aggettivi

Gli aggettivi hanno due diversi paradigmi. Il primo, detto corto, declina come la declinazione nominale equivalente. Il secondo, detto lungo, aggiunge insieme la declinazione del pronome di terza persona mwbd8и se termina per vocale o usa il pronome declinato come desinenza se termina in consonante (caso particolare il nominativo singolare maschile che è in mwbea-ꙑи). La forma lunga è equivalente ad una forma determinata (mwbeeдобръ мѫжь = un uomo buono, mwbeiдобрꙑи мѫжь = l'uomo buono).
Segue la tabella della declinazione lunga di un aggettivo, con l'asterisco indicante palatalizzazione.

| | Singolare | Singolare | Singolare | Duale | Duale | Duale | Plurale | Plurale | Plurale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Maschile | Femminile | Neutro | Maschile | Femminile | Neutro | Maschile | Femminile | Neutro |
| Nominativo | -ꙑи | -аꙗ | -оѥ | -аꙗ | *-ѣи | *-ѣи | *-ии | -ꙑѩ | -аꙗ |
| Genitivo | -аѥго | -ъѩ | -аѥго | -ꙋю | -ꙋю | -ꙋю | -ꙑихъ | -ꙑихъ | -ꙑихъ |
| Dativo | -ꙋѥмꙋ | *-ѣи | -ꙋѥмꙋ | -ꙑима | -ꙑима | -ꙑима | -ꙑимъ | -ꙑимъ | -ꙑимъ |
| Accusativo | -ꙑи | -ѫѭ | -оѥ | -аꙗ | *-ѣи | *-ѣи | -ꙑѩ | -ꙑѩ | -аꙗ |
| Vocativo | -ꙑи | -оѥ | -аꙗ | -аꙗ | *-ѣи | *-ѣи | *-ии | -ꙑѩ | -аꙗ |
| Strumentale | -ꙑимь | -ѭ | -ꙑимь | -ꙑима | -ꙑима | -ꙑима | -ꙑими | -ꙑими | -ꙑими |
| Locativo | *-ѣѥмь | *-ѣи | *-ѣѥмь | -ꙋю | -ꙋю | -ꙋю | -ꙑихъ | -ꙑихъ | -ꙑихъ |

Per fare una comparazione, si usa sempre l'aggettivo lungo (e infatti i comparativi sono sempre lunghi), col termine di comparazione da mwbncнєжєли (per l'uguaglianza, si usa però mwbngтакъ ... какъ). Il comparativo dell'aggettivo viene formato con l'aggiunta dei suffissi mwbnk-їи, -ѣи, preferendo il primo con gli aggettivi con tono discendente sulla sillaba accentata, e il secondo con tono ascendente. Il tono non viene specificato nell'ortografia solita. Segue la tabella di declinazione, definita e indefinita, del primo set del comparativo.

| | Singolare | Singolare | Singolare | Duale | Duale | Duale | Plurale | Plurale | Plurale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Maschile | Femminile | Neutro | Maschile | Femminile | Neutro | Maschile | Femminile | Neutro |
| Nominativo | -їи | -ьши | -ѥ | -ьша | -ьши | -ьши | -ьшє | -ьшѧ | -ьша |
| Genitivo | -ьша | -ьшѧ | -ьша | -ьшꙋ | -ьшꙋ | -ьшꙋ | -ьшь | -ьшь | -ьшь |
| Dativo | -ьшꙋ | -ьши | -ьшꙋ | -ьшєма | -ьшама | -ьшєма | -ьшємъ | -ьшамъ | -ьшємъ |
| Accusativo | -ьшь | -ьшѫ | -є | -ьша | -ьши | -ьши | -ьшѧ | -ьшѧ | -ьша |
| Vocativo | -ьшꙋ | -ьшє | -ьшє | -ьша | -ьши | -ьши | -ьши | -ьшѧ | -ьша |
| Strumentale | -ьшємь | -ьшєѭ | -ьшємь | -ьшєма | -ьшама | -ьшєма | -ьшємъ | -ьшамъ | -ьшємъ |
| Locativo | -ьши | -ьши | -ьши | -ьшꙋ | -ьшꙋ | -ьшꙋ | -ьшихъ | -ьшахъ | -ьшихъ |

Il superlativo dell'aggettivo viene formato anteponendo al comparativo i prefissi mwbx0наи-, прѣ- o l'avverbio mwbx4ѕѣло.
Per creare degli avverbi dagli aggettivi, basta utilizzare il neutro nominativo o locativo singolare in forma corta; fanno eccezione gli aggettivi col suffisso mwbya-ьскъ, che hanno avverbi in mwbye-ьскꙑ.
Gli aggettivi possessivi sono mwbymмои, твои per il singolare, mwbyqнашь, вашь per duale e plurale. L'aggettivo possessivo riflessivo è mwbyuсвои, mentre per la terza persona viene usato il semplice genitivo, come in latino.

Pronomi

I pronomi personali declinano secondo la seguente tabella. Come nelle altre lingue slave, il pronome riflessivo non viene usato soltanto per la III persona.

| Singolare | I persona | II persona | Riflessivo |
|---|---|---|---|
| Nominativo | азъ | тꙑ | — |
| Genitivo | мене | тебе | себе |
| Dativo | мьнѣ , ми | тебѣ , ти | себѣ , си |
| Accusativo | мѧ | тѧ | сѧ |
| Strumentale | мъноѭ | тобоѭ | собоѭ |
| Locativo | мьнѣ | тебѣ | себѣ |
| Duale | I persona | II persona | Riflessivo |
| Nominativo | вѣ | ва | — |
| Genitivo | наю | ваю | себе |
| Dativo | нама , на | вама , ва | себѣ , си |
| Accusativo | на | ва | сѧ |
| Strumentale | нама | вама | собоѭ |
| Locativo | наю | ваю | себѣ |
| Plurale | I persona | II persona | Riflessivo |
| Nominativo | мꙑ | вꙑ | — |
| Genitivo | насъ | васъ | себе |
| Dativo | намъ , нꙑ | вамъ , вꙑ | себѣ , си |
| Accusativo | нꙑ | вꙑ | сѧ |
| Strumentale | нами | вами | собоѭ |
| Locativo | насъ | васъ | себѣ |

Il pronome di terza persona, invece, declina come segue. Da notare che il nominativo non viene mai utilizzato da solo, ma è presente nella declinazione lunga degli aggettivi. Il pronome relativo si ottiene aggiungendo mwbki-жє al pronome di terza persona. Altro particolare è che, se preceduto da preposizioni, al pronome viene anteposta una mwbkmн.

| Singolare | Maschile | Femminile | Neutro |
|---|---|---|---|
| Nominativo | ( и ) | ( ꙗ ) | ( ѥ ) |
| Genitivo | ѥго | ѥѩ | ѥго |
| Dativo | ѥмꙋ | ѥи | ѥмꙋ |
| Accusativo | и | ѭ | ѥ |
| Strumentale | имь | ѥѭ | имь |
| Locativo | ѥмь | ѥи | ѥмь |
| Duale | Maschile | Femminile | Neutro |
| Nominativo | ( ꙗ ) | ( и ) | ( и ) |
| Genitivo | ѥю | ѥю | ѥю |
| Dativo | има | има | има |
| Accusativo | ꙗ | и | и |
| Strumentale | има | има | има |
| Locativo | ѥю | ѥю | ѥю |
| Plurale | Maschile | Femminile | Neutro |
| Nominativo | ( и ) | ( ѩ ) | ( ꙗ ) |
| Genitivo | ихъ | ихъ | ихъ |
| Dativo | имъ | имъ | имъ |
| Accusativo | ѩ | ѩ | ꙗ |
| Strumentale | ими | ими | ими |
| Locativo | ихъ | ихъ | ихъ |

Il pronome interrogativo declina come segue:

A questi vanno aggiunti l'aggettivo interrogativo mwbymкꙑи (quale; declina come un aggettivo lungo da mwbyq*къ, ка, ко) e l'aggettivo possessivo interrogativo mwbyuчии (declina come un aggettivo lungo da mwbyy*чь, ча, чє).
L'aggiunta dei prefissi mwbygни-, нѣ- conferisce all'aggettivo un valore negativo (non chi = nessuno) od indefinito (dei chi = qualcuno).
Altri pronomi importanti da ricordare sono:

• mwbywсь (questo)
• mwby4тъ (codesto)
• mwbzaонъ/овъ (quello)
• mwbziоба (entrambi)

Correlativi

Una classe peculiare di avverbi sono i correlativi, sintetizzati nella seguente tabella:

| Parola base | къто (Interrogativo) | и (Anaforico e relativo) | инъ (Alloforico) | онъ (Distale) | овъ (Distale) | сь (Prossimale) | тъ (Mediale) | вьсь (Totale) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tempo | къгда | ѥгда | иногда | оногда | овогда | сьгда | тъгда | вьсєгда |
| Destinazione | кѫдѣ | ѭдꙋ | инѫдꙋ | онѫдꙋ | овѫдꙋ | сѫдꙋ | тѫдꙋ | вьсѫдꙋ |
| Stato in luogo | камо | ꙗмо | инамо | онамо | овамо | сѣмо | тамо | вьсѣмо |
| Stato in luogo | къдє | идє | инъдє | онъдє | овъдє | сьдє | тꙋ | вьсьдє |
| Maniera | како | ꙗко | инако | онако | овако | сицє | тако | вьсѣкъ |
| Quantità | колико | ѥлико | инолико | онолико | оволико | сєлико | толико | — |

Numeri

Nell'antico slavo ecclesiastico, le cifre dall'uno al quattro sono aggettivi, mentre dal cinque in poi sono sostantivi. Il che significa che, mentre tutti i numeri che terminano dall'uno al quattro saranno declinati in genere, numero e caso assieme al numerale, dal cinque in poi solo il numerale viene declinato, mentre il conteggiato rimane al genitivo plurale. I numeri sono:

1. mwb8aєдинъ, єдина, єдино
2. mwb8iдъва, дъвѣ, дъва
3. mwb8qтрьѥ, три, три
4. mwb8yчєтꙑрє, чєтꙑри, чєтꙑри
5. mwb8gпѧть
6. mwb8oшєсть
7. mwb8wсєдмь
8. mwb84осмь
9. mwb9aдєвѧть
10. mwb9iдєсѧть

Dopodiché, viene aggiunta la costruzione indeclinabile mwb9qна дєсѧтє ("-dici") fino al 19. Per le decine, invece, si declina il sostantivo mwb9uдєсѧть. Ad esempio, 20 diventa mwb9yдъва десѧти. Allo stesso modo ci si comporta per centinaia e migliaia, dove le parole basi sono mwb9cсъто per cento e mwb9gтꙑсѫщи per mille. Altri numeri superiori esistono, come mwb9kтьма per diecimila, mwb9oлег҄еонъ per centomila, mwb9sлєѡдръ per il milione, mwb9wвранъ per dieci milioni, mwb90глада per cento milioni e mwb94тьма тьмъ per il miliardo; ma tutti questi numeri sono stati introdotti in seguito e nascono in maniera figurativa.

I numeri ordinali, invece, sono semplici aggettivi sempre di forma lunga:

1. mwb-iпрьвꙑи
2. mwb-qвьторꙑи
3. mwb-yтрєтїи
4. mwb-gчєтврьтꙑи
5. mwb-oпѧтꙑи

E così via, aggiungendo semplicemente l'mwb-wꙑи al tema senza desinenze della parte declinabile del numerale.

Nell'esprimere le date, il giorno è considerato come un ordinale e il mese è al genitivo (ad esempio mwb-4сєдьмꙑи Дєкѧбрїꙗ, 7 dicembre ma letteralmente "il settimo (giorno) di Dicembre"). Ci sono due set di nomi diversi, uno tratto dal nome latino, l'altro col nome slavo nativo:

1. mwb-eЇанꙋарїи oppure mwb-iПросиньць
2. mwb-qФєврꙋарїи oppure mwb-uСѣчьнъ ("del taglio")
3. mwb-cМартїи oppure mwb-gСꙋхъ ("secco")
4. mwb-oАпрїлїи oppure mwb-sБрѣзьнъ ("delle betulle")
5. mwb-0Маїи oppure mwb-4Трѣвьнъ ("dell'erba")
6. mwcaaЇꙋнїи oppure mwcaeИзокъ
7. mwcamЇꙋлїи oppure mwcaqЧръвлѥнꙑи ("cremisi")
8. mwcayАѵгꙋстъ oppure mwcacЗарєвъ ("brillante")
9. mwcakСєптѧбрїи oppure mwcaoРꙋинъ ("rosso")
10. mwcawОктѡбрїи oppure mwca0Листопадъ ("caduta delle foglie")
11. mwca8Ноѩбрїи oppure mwcbaГрꙋдьнъ ("delle cataste")
12. mwcbiДєкѧбрїи oppure mwcbmСтꙋдєнъ ("freddo")

Coniugazione

Il verbo è indicato sui dizionari con l'infinito e la prima e seconda persona del presente (ad esempio, mwcbyдѣꙗти, дѣѭ, дѣѥши).
L'infinito del verbo, che esiste solo come presente attivo (mwcbgfare), si ottiene aggiungendo il suffisso mwcbk-ти al tema del presente, con pochi cambiamenti da notare scritti di seguito. Il supino del verbo sostituisce la mwcboи finale dell'infinito con una mwcbsъ.

• Per i verbi con tema in mwcb4-ꙋ, l'infinito finisce in mwcb8-овати;
• Per i verbi in velare, questa cade e l'infinito viene fatto con mwcce-щи;
• Per i verbi in dentale, la dentale si assimila in mwccm-с, e l'infinito sarà quindi in mwccq-сти;
• Per tutti gli altri verbi in consonante, la consonante finale si desonorizza a contatto col suffisso.

Come in tutte le lingue slave, i verbi possono avere un aspetto perfettivo od imperfettivo. La differenza, approssimata in italiano, sarebbe grossomodo equivalente alla distinzione fra mwcccstarsi sedendo (perfettivo) e mwccgstar seduti (imperfettivo). Non è solitamente possibile prevedere dalla forma del verbo quale sia la natura aspettuale di esso. Non tutti i verbi, inoltre, posseggono equivalenti dell'altro aspetto. Alcuni, pochi, verbi hanno natura ambi-aspettuale (come mwcckвидѣти, vedere). A differenza di molte lingue slave, il presente di un verbo perfettivo non ha valore futuro.
Così come in altre lingue slave, in slavo ecclesiastico i verbi hanno solo diatesi attiva. La forma riflessiva si ottiene aggiungendo la parola mwccsсѧ dopo il verbo.

Presente

Le desinenze personali sono: mwcc8-ѫ, -ши, -тъ al singolare, mwcda-вѣ, -та, -тє al duale, mwcde-мъ, -тє, -Vтъ al plurale. La prima persona singolare è in mwcdi-ѫ davanti a consonanti, in mwcdm-ѭ davanti a vocali. Nei verbi il cui tema termina in mwcdq-и, -ѣ, -ша, la terza persona plurale userà la vocale mwcduѧ; tutti gli altri verbi usano la vocale mwcdyѫ. Fra le desinenze non-vocaliche (cioè, a parte la prima singolare e la terza plurale) ed il tema, se questo termina in vocale (tranne i verbi col tema in mwcdc-ша-, che usano interfisso mwcdgѥ; col tema in mwcdk-а, -ꙗ, -ѣ che perdono questa vocale e usano l'interfisso mwcdoѥ), verrà utilizzato l'interfisso mwcdsи e sono palatalizzate anche alla prima persona singolare (ricordare che mwcdwд, т palatalizzano però in mwcd0жд, щ); altrimenti si userà mwcd4є (con palatalizzazione). Verbi irregolari al presente sono i seguenti:

Aoristo

L'aoristo indica un'azione del passato, avvenuta una sola volta o comunque la cui durata non è influente per la frase. Con i verbi imperfettivi, dunque, l'aoristo funziona come un passato remoto italiano, mentre con i verbi perfettivi è un passato prossimo. Ci sono tre modi di formare l'aoristo: sigmatico, asigmatico, moderno. Le desinenze dell'aoristo sono mwcee-ъ, -ѥ, -ѥ; -омъ, -ѥтє, -ѫ; -овѣ, -ѥта, -ѥтє nella forma asigmatica, mwcei-ъ, *-є, *-є; -омъ, -тє, -ѩ; -овѣ, -та, -тє nelle altre due formazioni. La formazione dell'aoristo sigmatico è ...

Imperfetto

L'imperfetto indica un azione in corso di svolgimento nel passato. Per questa ragione, solitamente i verbi perfettivi non hanno una forma dell'imperfetto di uso comune. L'imperfetto viene realizzato con un interfisso mwceuѣах- (palatalizzato in mwceyѣаш-) e le desinenze dell'aoristo asigmatico. Se il tema del verbo è già in mwcecа, ꙗ, ѣ, la yat dell'interfisso si perde.

Imperativo

L'imperativo si forma dallo stesso tema del presente, senza interfisso, ma con le desinenze mwceo—, -и, -и per il singolare, mwces-ивѣ, -ита, — per il duale e mwcew-имъ, -итє, — per il plurale.

Altri tempi

Solo il verbo essere possiede il futuro e il condizionale. Sono possibili anche dei tempi composti secondo il seguente schema:

• Perfetto: Participio in L con il verbo essere al presente
• Piuccheperfetto: Participio in L con il verbo essere al perfetto, imperfetto o aoristo
• Futuro perfetto: Participio in L con il verbo essere al futuro
• Condizionale perifrastico: Participio in L con il verbo essere al condizionale

L'avverbio mwcfuда può essere anteposto al verbo per dare una sfumatura ottativa (simile al congiuntivo italiano nelle proposizioni principali).

Participi

Nell'antico slavo ecclesiastico esistono cinque diversi participi:

• Participio presente attivo: di significato simile all'italiano mwcfofacente, la sua formazione parte dalla terza persona plurale dell'indicativo, cui va tolto mwcfs-тъ e si aggiunge mwcfw-щ al tema e si declina come aggettivo sempre corto. Il nominativo maschile singolare (e il plurale, che si forma aggiungendo una semplice mwcf0и al singolare) e i casi retti del neutro singolare invece, anziché aggiungere mwcf4-щ:

• Non aggiungono nulla nei verbi che fanno uso di mwcgeѧ/ѩ alla terza persona plurale. Ad esempio, mwcgiлюбѩтъ → любѩ;
• Se iotizzata, sostituiscono la vocale mwcgq-ѭ con mwcgu-ѩ;
• Sostituiscono la vocale con mwcgc-ꙑ gli altri verbi. Ad esempio, mwcggгрєбѫтъ → грєбꙑ.

• Participio presente passivo (o participio in M): si forma dal tema del presente, con interfisso, cui aggiungere mwcgo-мъ e viene poi declinato come aggettivo. Può essere utilizzato per creare dei tempi passivi perifrastici con l'ausilio del verbo essere.
• Participio passato attivo: Il significato è simile al participio presente composto italiano (mwcgwavente fatto). La formazione è semplice: preso il tema del presente, si aggiunge mwcg0-ъ (e poi declina come il participio presente attivo con mwcg4-ъш-). Tuttavia, per i verbi con tema in vocale, si aggiunge l'interfisso mwcg8-в- (ovvero, il participio è in mwcha-въ). Eccezione è il verbo mwcheити (andare) con participio mwchiшьдъ.
• Participio passato passivo: Il significato è praticamente sovrapponibile al participio passato italiano e la formazione è di tre tipi diversi:

• Se il tema verbale è in consonante oppure in mwchy-и, -ꙑ si usa l'interfisso mwchc-єн- (che si mischia dunque a questa vocale finale formando mwchg-*ѥн-, -ъвєн-) oppure si usa semplicemente mwchk-т- come interfisso;
• Se il tema verbale è in mwchs-ѣ, -ꙗ, si usa l'interfisso mwchw-н-;
• Altrimenti, terminando il tema in qualunque altra vocale, si usa l'interfisso mwch4-т-.

Il risultato così ottenuto è poi declinato come un aggettivo corto.

• Participio in L: occorre semplicemente cambiare il mwcim-ти del presente con mwciq-лъ (ricordandosi, però, che l'infinito presenta assimilazioni consonantiche non presenti nel participio: mwciu*могти → мощи con participio mwciyмоглъ) e poi declinare come aggettivo. Questo participio, ereditato dal protoslavo, è un participio resultativo. Bisogna considerarlo vagamente come un participio passato italiano, ma di valore attivo.

Verbi irregolari

Alcuni verbi sono irregolari al presente.

• mwcisдати (mwciwdare), che fa mwci0дамь, даси, дастъ - давѣ, даста, дастє - дамъ, дастє, дадѧтъ e ha l'imperativo singolare mwci4даждь (possiamo pensare ad un tema mwci8дад-);
• mwcjeѣсти/ꙗсти (mwcjimangiare), che coniuga similmente al verbo di sopra usando mwcjmѣд-/ѥс- come tema.
• mwcjuвѣдѣти (mwcjysapere), che coniuga similmente al verbo di sopra usando mwcjcвѣд- come tema.
• mwcjkимѣти (mwcjoavere), che usa il tema mwcjsима-, ma coniuga regolarmente.
• mwcj0имати (mwcj4acquisire), che usa invece il tema mwcj8ѥмл҄-.
• mwckeѩти (mwckiprendere), che usa il tema mwckmим-.

Il verbo essere, mwckuбꙑти, è molto irregolare e viene coniugato come segue:

| | Presente | Imperfetto | Aoristo | Futuro | Imperativo | Aoristo perfetto |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Prima persona singolare | есмь | бѣахъ | бѣхъ | бѫдѫ | бѫдѣмь | бꙑхъ |
| Seconda persona singolare | єси | бѣашє | бѣ | бѫдєши | бѫди | бꙑ(стъ) |
| Terza persona singolare | єстъ | бѣашє | бѣ | бѫдєтъ | бѫди | бꙑ(стъ) |
| Prima persona duale | єсвѣ | бѣаховѣ | бѣховѣ | бѫдєвѣ | бѫдѣвѣ | бꙑховѣ |
| Seconda persona duale | єста | бѣашєта | бѣста | бѫдєтє | бѫдѣта | бꙑста |
| Terza persona duale | єстє | бѣашєтє | бѣстє | бѫдємъ | бѫдѣтє | бꙑстє |
| Prima persona plurale | єсмъ | бѣахомъ | бѣхомъ | бѫдєтє | бѫдѣмъ | бꙑхомъ |
| Seconda persona plurale | єстє | бѣашєтє | бѣстє | бѫдѫтъ | бѫдѣтє | бꙑстє |
| Terza persona plurale | сѫтъ | бѣахѫ | бѣшѧ | бѫдѫ | бѫдѫ | бꙑшѧ |

Particolarità del verbo essere è che al presente, le forme che iniziano per vocale si possono fondere con la particella negativa, ad esempio mwcs8нє єсмь → нѣсмь. I suoi participi, invece, sono regolarmente derivati: mwctaсꙑ (presente attivo), mwcteбꙑвъ (passato attivo), mwctiбꙑлъ (participio in L) e anche mwctmбѫдꙑ (futuro). Una forma non-grammaticale del verbo è mwctqѥша (mwctucosì sia).

Autori

La storia dello slavo ecclesiastico antico scritto include una tradizione settentrionale iniziata dalla missione nella mwctkGrande Moravia, inclusa una breve missione nel Principato di Balaton, e una tradizione bulgara, iniziata da alcuni missionari che si stanziarono in mwctsBulgaria dopo l'espulsione dalla Grande Moravia.

I primi scritti dello slavo ecclesiastico antico, traduzioni di testi biblici, vennero prodotti dai missionari bizantini mwct0San Cirillo e San Metodio, soprattutto durante la missione nella mwct4Grande Moravia.

I più importanti autori della lingua dopo la morte dei due creatori e la dissoluzione dell'Accademia della Grande Moravia erano mwcuaClemente di Ocrida, mwcueCostantino di Preslav e mwcuiČernorizec Hrabăr, i quali lavorarono tutti nella mwcumBulgaria medievale alla fine del mwcuqIX secolo e all'inizio del mwcuuX secolo.

Nomenclatura

Il nome originale della lingua in slavo ecclesiastico antico era semplicemente "slavo" (mwcugсловѣньскъ), così come i nomi slavi moderni della lingua sono derivati dalle parole vecchie e nuove per "slavi". La pronuncia della vecchia parola per "slavi" doveva essere approssimativamente mwcukslovéne al tempo.

La lingua viene chiamata a volte "slavo antico" ma è un termine da evitare perché può essere confuso con la mwcuslingua protoslava alla base di tutte le mwcuwlingue slave.

Il nominativo bulgaro antico (in tedesco mwcu8Altbulgarisch) venne introdotto nel mwcvaXIX secolo da linguisti autorevoli come mwcveAugust Schleicher, mwcviMartin Hattala e Leopold Geitler che fecero notare che le caratteristiche linguistiche delle prime opere letterarie balcaniche erano le stesse del mwcvqbulgaro. Per ragioni simile il linguista russo Aleksandr Vostokov usò il termine mwcvyslavobulgaro. Questa denominazione è considerata oggi scorretta, perché implicherebbe che lo slavo ecclesiastico antico sia stato l'avo della sola lingua bulgara, e che tutti i manoscritti avrebbero una connessione col bulgaro.

Il termine oggi accettato è mwcvgslavo ecclesiastico antico, anche se mwcvkbulgaro antico può essere trovato in varie fonti ed è l'unico nominativo usato dai linguisti bulgari.

Nomenclatura moderna

Qui ci sono alcuni nomi con cui viene indicato lo slavo ecclesiastico antico nelle lingue slave:

• mwcv4Bulgaro: старобългарски (mwcv8starobălgarski), letteralmente "bulgaro antico"
• mwcweCeco: staroslověnština
• mwcwmCroato: starocrkveni slavenski o staroslavenski
• mwcwuMacedone: старословенски (mwcwystaroslovenski)
• mwcwgPolacco: staro-cerkiewno-słowiański
• mwcwoRusso: старославянский язык (mwcwsstaroslavjánskij jazýk); древнеболгарский (mwcwwdrevnebolgarskij)
• mwcw4Serbo: старословенски (mwcw8staroslovenski)
• mwcxeSlovacco: cirkevná staroslovančina
• mwcxmSloveno: starocerkvenoslovanščina
• mwcxuUcraino: старословянська мова (mwcxystaroslovjans′ka mova)

Esempi

Padre nostro

| In Cirillico | Trascrizione latina |
|---|---|
| Отьчє нашь· ижє ѥси на нєбєсѣхъ: да свѧтитъ сѧ имѧ Твоѥ· да придєтъ цѣсар҄ьствиѥ Твоѥ· да бѫдєтъ волꙗ Твоꙗ ꙗко на нєбєси и на ꙁємл҄и: хлѣбъ нашь насѫщьнꙑи даждь намъ дьньсь· и отъпоусти намъ длъгꙑ нашѧ ꙗко и мꙑ отъпоущаѥмъ длъжьникомъ нашимъ· и нє въвєди насъ въ искоушєниѥ· нъ иꙁбави нꙑ отъ нєприꙗꙁни: ꙗко твоѥ ѥстъ цѣсар҄ьствиѥ и сила и слава въ вѣкꙑ вѣкомъ Аминь჻ | Otĭče našĭ iže jesi na nebesĭchŭ Da svętitŭ sę imę tvoje Da priidetŭ cĕsarĭstvije tvoje Da bǫdetŭ volja tvoja jako na nebesi i na zemli Chlĕbŭ našĭ nasjǫš'nyj daždĭ namŭ dĭnĭsĭ I ostavi namŭ dlĭgy našę Jako i my ostavljajemŭ dlĭžĭnikomŭ našimŭ I ne vŭvedi nasŭ vŭ napastĭ No izbavi ny otŭ neprijazni Jako tvoje jestŭ cěsaŕĭstvije i sila i slava vŭ věky věkomŭ. Aminŭ. |

Note

cite-note-11. mwczcmwczgmwczkpaleoslavo - Treccani, su mwczoTreccani. mwczsURL consultato il 25 febbraio 2024.

Bibliografia

Grammatiche

In italiano

• Nicoletta Marcialis, mwcaeIntroduzione alla lingua paleoslava, Firenze, Firenze University Press, 2005, ISBN 0-415-28078-8
• Lilia Skomorochova Venturini, mwcaqCorso di lingua paleoslava. Grammatica, Pisa, Edizioni ETS, 2000, ISBN 88-467-0332-4
• Natalino Radovich, mwcacSlavo ecclesiastico antico. Grammatica e bibliografia, Napoli, Istituto Universitario Orientale, 1965
• Carlo Verdiani, mwcakManuale di slavo antico, Firenze, mwcaoSansoni, 1956

In altre lingue

• mwca4(EN) Anna Polivanova, mwca8Old Church Slavic. Grammar and Dictionaries, a cura di Artemij Keidan, trad. in inglese di Lev Blumenfeld, Firenze, mwcbaFirenze University Press, 2023, ISBN 979-12-215-0104-9
• mwcbm(DE) Nicolina Trunte,mwcbq Kirchenslawisch in 14 Lektionen, Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2022 [2017], ISBN 978-3-447-11944-3
• mwcbc(EN) Boris Gasparov, mwcbgOld Church Slavic, München, Lincom, 2001, ISBN 978-3895868894
• mwcbs(EN) Alypy Gamanovich, John Shaw, mwcbwGrammar of the Church Slavic Language, Jordanville (NY) USA, Holy Trinity Monastery, 2001, ISBN 978-0884650645
• mwcb8(EN) William R. Schmalstieg, mwccaAn Introduction to Old Church Slavic, Columbus (OH) USA, mwcceSlavica, 1983 [1976], ISBN 0-89357-107-5
• mwccq(FR) Alexandre Chodzko, mwccuGrammaire paléoslave, suivie de textes paléoslaves, Paris, Maisonneuve, 1869 (Varie riedizioni disponibili)
• mwccc(LA) mwccgJosef Dobrovský, mwcckInstitutiones linguae Slavicae dialecti veteris (Regole del dialetto antico della lingua slava), 1822

Studi linguistici e letterari

• mwcc0(IT) Univ. di Trieste/Univ. di Udine, mwcc4Slavo ecclesiastico antico: problemi e prospettive, in: "Incontri linguistici" no. 28, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2005, pp.mwcc8 9–126
• mwcde(EN) Henry R. Cooper, mwcdiSlavic Scriptures: The Formation of the Church Slavonic Version of the Holy Bible, Londra, Associated University Presses, 2003, ISBN 0-8386-3972-0
• mwcdu(IT) Lavinia Borriero Picchio, mwcdyStoria della letteratura bulgara. Con un profilo della letteratura paleoslava, Collana mwcdcLe letterature del mondo, Firenze, mwcdgSansoni, 1969 [1957]

Voci correlate
Altri progetti

Wikipedia dispone di un'edizione in lingua slava ecclesiastica antica (cu.wikipedia.org)

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Old Church Slavonic language, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwcei(EN) mwcemmwceqHistory of the Old Slavonic Language, dal sito mwceuyoutube.com
• mwcec(EN) mwcegmwcekIntroduction to Church Slavonic, dal sito mwceoyoutube.com mwcew